Che vuol dire “grande avvocato”? Vuol dire avvocato utile ai giudici per aiutarli a decidere secondo giustizia, utile al cliente per far valere le proprie ragioni. Utile è quell’avvocato che parla lo stretto necessario, che scrive chiaro e conciso, che non ingombra l’udienza con la sua invadente personalità, che non annoia i giudici con la sua prolissità e non li mette in sospetto colla sua sottigliezza: proprio il contrario, dunque, di quello che certo pubblico intende per “grande avvocato”.

Pietro Calamandrei

DECRETO MINISTERIALE N. 47/2016 - REGOLAMENTO RECANTE DISPOSIZIONI PER L’ACCERTAMENTO DELL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE FORENSE

Con la riforma professionale forense del 2012 il legislatore ha introdotto un requisito necessario per mantenere l’iscrizione all’albo: l’esercizio professionale effettivo, continuativo, abituale e prevalente (art. 21 Legge 247/2012).

Le modalità operative per la verifica di tale requisito sono contenute nel Decreto Ministeriale n. 47 del 25/02/2016 il quale impone ai professionisti di autocertificare il possesso di tutte le circostanze che comprovano l’esercizio professionale effettivo continuativo abituale e prevalente; il medesimo decreto impone ai singoli COA di effettuare i controlli.

Per approfondimenti sul tema si rimanda alla sezione del nostro sito dedicata alla tematica: https://www.ordineavvocatitorino.it/informazioni-avvocati/decreto-47.