Disfunzioni rilascio certificati 335 c.p.p. Procura della Repubblica di Torino

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Gentilissimi Colleghi e Gentilissime Colleghe,

in seguito alle numerose segnalazioni di disservizi relativi al rilascio dei certificati ex art. 335 c.p.p., abbiamo richiesto una riunione con il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dott. Giovanni Borbardieri, che si è tenuta in data 15 ottobre 2026 e a cui ha partecipato lato uffici amministrativi anche la dott.ssa Rossella Cerratodella Procura.

Nel corso di tale incontro, abbiamo rappresentato l’anomalia derivante dai tempi estremamente lunghi di rilascio dei certificati e dall’invio di certificati negativi anche in casi in cui, in realtà, il procedimento penale risulta già iscritto e assegnato ad un magistrato.

Il Procuratore ha rappresentato che i Pubblici Ministeri devono autorizzare su APP ogni singola richiesta di certificato, mentre in precedenza, a seguito dell’intervento del COA, si era convenuta l’opportunità di rilasciare automaticamente i certificati ex art. 335 c.p.p., ad eccezione dei procedimenti relativi ai reati di cui all’art. 407 c.p.p., per i quali era necessaria l’autorizzazione del Pubblico Ministero titolare del fascicolo.

L’adozione doverosa di APP da parte della Procura dallo scorso mese di giugno ha reso invece necessario dover verificare ogni giorno sull’applicativo le richieste pendenti che verranno rapidamente smaltite.

Il dott. Bombardieri ha pertanto garantito che solleciterà i magistrati a provvedere al controllo tempestivo delle richieste di certificati su APP.

Altra causa dei ritardi consiste nell’errato o incompleto caricamento dei dati personali dell’indagato o della persona offesa sull’applicativo SICIP: in sostanza, nel momento in cui  la polizia giudiziaria o il personale amministrativo inseriscono i dati personali, compilano soltanto alcuni campi con i dati che hanno a disposizione, mentre i difensori inseriscono tutti i dati richiesti dal PDP: la mancata corrispondenza tra dati sul SICIP e quelli del PDP, anche per difetto o sovrabbondanza, determina una  automatica risposta negativa. Il problema si pone soprattutto per le persone offese e per i cittadini stranieri per cui sull’applicativo SICIP viene spesso indicato soltanto lo stato di nascita (o la città di nascita), mentre per i difensori entrambi i dati sono campi obbligatori per poter inviare la richiesta di rilascio del certificato ex art. 335 c.p.p., ragione per cui APP restituisce una risposta nulla.

A tal proposito, il Procuratore si è impegnato a segnalare l’anomalia al responsabile del servizio DIGISAP aprendo una patch per valutare una modifica del sistema, eventualmente rappresentata dall’obbligatorietà di inserire unicamente lo stato di nascita, e non anche la città per i cittadini stranieri. Parimenti, si impegna a sensibilizzare gli uffici di pubblica sicurezza del territorio che raccolgono le denunce ad indicare tutti i dati del denunciante e del denunciato.

 

Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della situazione.

 

Simona Grabbi

Daniela Rossi

Stefano Bonaudo

Antonio Vallone