COMUNICATO PER SENTENZA DI CONDANNA AVVOCATA IRANIANA NASRI SOTOUDEH

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33 anni di carcere e 148 frustate

 

L'avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh è stata condannata da un Tribunale di Teheran alla pena di 33 anni di carcere e 148 frustate solo per aver svolto la sua funzione di difensore.

Tale pena è stata confermata recentemente  in appello.

Sette i capi di accusa contro la collega iraniana, colpevole di aver difeso delle giovani donne che manifestavano pacificamente contro l’uso del velo in pubblico e colpevole di aver calcato i corridoi del Tribunale senza il velo; colpevole, anche, di aver difeso i diritti umani, lottando contro la pena di morte irrogata ai minorenni condannati. Ma tale fatto non le è stato chiaramente imputato.

L'avvocata Nasrin Sotoudeh ha altresì, secondo l'accusa, oltraggiato lo Stato iraniano scegliendo il proprio difensore in modo libero ed indipendente e non scegliendolo nella lista dei venti  avvocati selezionati dal rappresentante del potere giudiziario.

Dalla lettura dei resoconti giornalistici,  nella sentenza non sono nemmeno stati menzionati i capi di accusa, eppure la Corte di Appello iraniana è riuscita a confermare la sentenza di primo grado.

Il mondo, ed in particolar modo l’OIAD, si sta mobilitando affichè Nasrin Sotoudeh venga liberata dal carcere ove, madre di due figli, sta scontando la sua condanna.

Il marito dell'avvocata iraniana posta sui social le condizioni disumane dei detenuti, condizioni che prevedono molto spesso il divieto di visita agli stessi sia per i familiari che per i legali.

Avere i propri diritti calpestati per difendere i diritti di coloro che ne sono privati  è un ossimoro che nel 2020 non si può più ascoltare.

La funzione sociale degli avvocati è quella di tutelare il diritto di difesa dei cittadini, ma nel caso della collega Nasrin Sotoudeh nessuno è riuscita a difenderla da un meccanismo che non contempla e permette la difesa come valore costituzionalmente garantito e che ha voluto punirla proprio perché ha difeso diritti fondamentali di esseri umani.

 

 

Torino, 13 gennaio 2020

 

                                                                       La Presidente dell’Ordine degli Avvocati

                                                                                   Avv. Simona Grabbi