Che vuol dire “grande avvocato”? Vuol dire avvocato utile ai giudici per aiutarli a decidere secondo giustizia, utile al cliente per far valere le proprie ragioni. Utile è quell’avvocato che parla lo stretto necessario, che scrive chiaro e conciso, che non ingombra l’udienza con la sua invadente personalità, che non annoia i giudici con la sua prolissità e non li mette in sospetto colla sua sottigliezza: proprio il contrario, dunque, di quello che certo pubblico intende per “grande avvocato”.

Pietro Calamandrei

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Con la riforma professionale forense del 2012 il legislatore ha introdotto un requisito necessario per mantenere l’iscrizione all’albo: l’esercizio professionale effettivo, continuativo, abituale e prevalente (art. 21 Legge 247/2012).

Le criticità emerse anche dopo il varo della normativa in tema di equo compenso, il cui testo è stato inserito all’art.13 bis della Legge professionale, hanno portato il Ministero della Giustizia e il CNF a stipulare il 2 luglio 2019 un protocollo di intesa in forza del quale è stato costituito p

Si avvisano gli iscritti che a causa di lavori programmati per la migrazione del sito istituzionale su una nuova paittaforma, si sono verificati occasionali malfunzionamenti sullo stesso.

Stiamo lavorando per risolvere tutte le criticità e ci scusiamo per il disagio temporaneo.